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lunedì 21 aprile 2008

«Malagrotta chiude, l’emergenza è vicina»


Sul fronte rifiuti il Lazio si avvia a grandi passi a un disastro peggiore di quello campano. Nel futuro di Roma, dopo Malagrotta, c’è Guidonia. Una bomba a orologeria, che potrebbe deflagrare a fine 2008 e distruggere gli equilibri ambientali, sociali ed economici di tutta la zona industriale a nord di Roma.
L’allarme lo lancia il senatore del Pdl Cesare Cursi: «A dicembre 2008 Malagrotta chiuderà. Si rischiano problemi igienico-sanitari gravissimi. Cumuli d’immondizia per strada, infezioni. Veltroni e Marrazzo in questi anni non hanno fatto niente. La sinistra radicale, contraria da sempre ai termovalorizzatori, ha dettato legge. E oggi si rischia, se l’amministrazione resterà in mano alla sinistra, di cambiare semplicemente indirizzo ai milioni di metri cubi di rifiuti prodotti a Roma: da Malagrotta a Guidonia». Una situazione che evoca quella del capoluogo campano. «A Napoli il commissario gestisce solo l’emergenza - afferma Cursi -. A Roma dobbiamo muoverci per tempo. Il nuovo sindaco, appena eletto, dovrà operare tempestivamente scelte strutturali nuove. Nuovi termovalorizzatori, nuovi impianti di compostaggio. E portare la raccolta differenziata a quota 35% entro il 2011».
La discarica di Guidonia, la seconda nel Lazio dopo Malagrotta, con oltre 5 milioni di metri cubi di rifiuti, smaltisce oggi l’immondizia di 50 comuni della Valle dell’Aniene. Comuni popolosi come Tivoli, Monterotondo, Subiaco. E ormai scoppia. L’area fa parte del Parco archeologico dell’Inviolata, una distesa verde ricca di reperti della Roma repubblicana di 2mila anni fa. Nessuno potrebbe concepire di gettare lì dentro milioni di metri cubi di spazzatura. Ma c’è chi lo ha deciso. La Regione Lazio, infatti, con il decreto commissariale 93/2007, ha ridotto il perimetro del parco e tagliato fuori proprio l’area della discarica. La prospettiva concreta è che, una volta chiusa Malagrotta a fine 2008, l’immondizia dei romani vada a finire proprio a Guidonia creando una vera bomba ad orologeria ecologica vicino al Polo Tecnologico di Roma, la zona industriale della capitale. La discarica oggi scoppia, è vero. La montagna di rifiuti sale in verticale ogni anno di più. Ma il Decreto regionale del 15 ottobre 2007 prevede l’ampliamento dell’area, e sembra fatto apposta per fare largo ad altri milioni di metri cubi di spazzatura. Per Cursi occorrono scelte di segno opposto: «In tutta Italia cresce la differenziata. A Roma e nel Lazio, invece, si getta quasi tutto in discarica. Eppure basterebbe prendere i dati sanitari degli ultimi 10 anni. E confrontarli. Vicino alle discariche aumentano le patologie dermatologiche, specie a carico di anziani e bambini, le malattie respiratorie, quelle a carico del fegato. Senza contare i rischi oncologici, i cui effetti si rivelano sempre a distanza di tempo. A Malagrotta l’aria che si respira non è certo quella di montagna. Lo stesso, se non peggio, potrebbe succedere a Guidonia. Che, non dimentichiamo, è il secondo comune del Lazio per popolazione, con 100mila abitanti».

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domenica 16 dicembre 2007

CASTEL DI GUIDO (XVIII MUNICIPIO): DOVE E' IL COMUNE?

INTERROGAZIONE URGENTE

Il sottoscritto Consigliere Comunale di Alleanza Nazionale, On. Federico Guidi

- PREMESSO che il trasporto pubblico della linea ATAC 023, i cui capolinea vanno da Campo Lorium Castel di Guido alla Stazione di Ponte Galeria, passerebbe mediamente solo ogni cinquanta minuti;

- Che per raggiungere il centro cittadino i residenti di Castel di Guido sarebbero costretti ad utilizzare da Castel di Guido la linea 023 fino a Malagrotta e da qui la linea 246;

- TENUTO CONTO che la lunga attesa di uno dei due mezzi pubblici a Malagrotta metterebbe a rischio la incolumità dei residenti di Castel di Guido, essendo in la zona in questione a rischio sicurezza per la presenza di extracomunitari e senza fissa dimora che commetterebbero quotidianamente episodi criminosi, quali scippi e aggressioni soprattutto agli anziani e alle donne;

- RICORDATO che a Castel di Guido oltre alla ASL, al seminario ed albergo di proprietà dei “Legionari di Cristo” vi sono anche un’Azienda Agricola con vendita di prodotti tipici locali e l’Oasi Naturalistica gestita dalla LIPU, meta di numerosi cittadini romani e turisti;

- CONSIDERATO che presto entrerà in funzione il nuovo sito cimiteriale di Castel di Guido;

INTERROGA

Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere se non ritengano opportuno intervenire presso l’Azienda ATAC affinché sia creato un unico collegamento che trasporti gli utenti da Castel di Guido alla fermata della Stazione Aurelia delle FF.SS. e Stazione Metropolitana linea A di Piazza Giureconsulti e viceversa, o in sub-ordine sia spostato il capolinea della linea 246 a Castel di Guido, agevolando non solo i residenti di Castel di Guido, ma anche tutti coloro i quali desiderino raggiungere agevolmente le strutture presenti nella località stessa.

On. Federico Guidi
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Castel di Guido
Vittoria dei Cittadini-NO al campo nomadi

Dopo la raccolta di firme per dire no al campo nomadi, la protesta si è tradotta in mobilitazione dei Cittadini di Castel di Guido.
La protesta è stata concretizzata in un’assemblea pubblica, coordinata da Marisa Barbieri di A.N, che si è svolta nel pomeriggio del 22/08/07 sulla piazza del Borgo di Castel di Guido. Durante l’assemblea hanno preso la parola, oltre ai politici, molti Cittadini per manifestare il loro disagio ed evidenziare come questa zona sia considerata ,da sempre,”terra di confine” e “territorio separato dalla città di Roma”.
Le ragioni della protesta dei Cittadini sono state recepite e se ne sono fatti carico : On. Federico Guidi di A.N., Marisa Barbieri di A.N. , Nicola Stampete UDEUR e Nicola Sacchinelli UDEUR, i soli politici presenti a fianco dei Cittadini in quel “caldo” pomeriggio di Agosto.
La segreteria del Sindaco, a seguito dell’azione svolta dai politici sopra indicati, ha inviato una nota al presidente del XVIII Municipio ,qui di seguito riportata, rassicurando che il campo nomadi non verrà costruito a Castel di Guido o comunque nel territorio del Municipio.
Testo integrale della nota.
“Gentile presidente,
in merito alle voci che in questi giorni vengono fatte circolare nel XVIII Municipio, circa la realizzazione di un campo nomadi in quel territorio, la informo che ciò non risponde a verità.
Purtroppo negli ultimi mesi organi politici o di stampa hanno utilizzato questi temi per alimentare tensioni, senza avere elementi minimi per dimostrare ciò che affermavano.
Nel rammaricarmi per la situazione venutasi a creare con la cittadinanza, le do ampie rassicurazioni sul fatto che non sono previsti interventi nel suo territorio che riguardino la realizzazione di campi nomadi.
Sperando che ciò possa essere utile per un sereno dialogo con i cittadini. le invio cordiali saluti.”

Il vice capo di gabinetto del Sindaco
Luca Odevaine
Roma 09/10/07-- Prot. 59552
Ricevuto in XVIII Municipio in data 09/10/07-- Prot. 49535
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Da Castel di Guido
Prolungamento Linea Autobus 246


Gli abitanti del XVIII Municipio della zona ( dimenticata dalle Istituzioni)comprendente
Castel di Guido, Campeggio Lorium, Via Neviani, La Bottaccia, Via Seganti, Via Bolasco e vie limitrofe, centro ippico, Consorzio Residenza Aurelia, Congregazione Legionari di Cristo (seminario e Centro accoglienza Spiritualità), Azienda Agricola Castel di Guido, Agricoltura Nuova, Oasi LIPU, agriturismi di zona,
chiedono il prolungamento della linea Autobus 246 da Malagrotta a Via dell'Arrone eliminando l'identico tratto della linea dello 023.

La richiesta è motivata dal bisogno di un collegamento diretto e veloce con:
1) Roma: Metro linea A di P.zza Giureconsulti,Liceo Statale Seneca, Uffici Municipio XVIII, Sindacato CAF, Stazione Aurelia treno Metropolitano, ospedale Aurelia Hospital;
2) Massimina: Farmacia,Scuole Superiori, Liceo di via Casal Lumbroso, scuole medie di Via Vanni e Ildebrando Della Giovanna, PP.TT. Ufficio n.140 (cap 00166), Banche, Centri Commerciali, ASL, Studi Medici convenzionati, Centro Anziani;
3) Castel di Guido: Parrocchia, ASL, Azienda agricola, scuola elementare, cimitero ecc. (lo 023 passa solo ogni 50 minuti).

In tal modo dalla zona intorno a via di Castel di Guido basterebbe prendere il 246 (che passa ogni 12 min) per recarsi a Roma o Massimina, risparmiando mediamente da mezz'ora a un'ora rispetto alla situazione attuale (tanto all'andata e altrettanto al ritorno). Invece attualmente molti ora usano l'auto privata o si fanno dare un passaggio in auto fino a Malagrotta, dove poi prendono il 246, e viceversa al ritorno.

Ulteriori vantaggi

1) SICUREZZA: i Cittadini non dovrebbero sostare a Malagrotta la sera e notte in attesa dello 023 (passaggi ogni 50 minuti). Malagrotta è” terra di nessuno” vedere cronaca nera per i fatti di micro-criminalità avvenuti;
2) Possibilità reali del potenziamento commerciale della zona Castel di Guido: Galoppatoio, OASI LIPU, COOP. SPACCIO AGRICOLTURA NUOVA, RESIDENZA LEGIONARI DI CRISTO;
3) E’ opportuno chiarire l’importanza del centro ricettivo MARIA MATER ECCLESIAE dei Legionari di Cristo sita in Via Corrado Barbagallo n.20 ex- Hotel Americana. In questa struttura vengono ospitati sia gruppi di Spiritualità che Sacerdoti, di tutte le nazionalità, che frequentano l’Università Europea di Roma (università legalmente riconosciuta) sita in via Aldobrandeschi, 190 dove vi è una fermata del 246. Gli studenti ospitati nel centro hanno enorme difficoltà per raggiungere l’Università dal Centro M.M.E. così anche i gruppi di spiritualità il centro di Roma. E’ opportuno ricordare delle cifre i Legionari di Cristo: hanno 2500 Seminaristi di varia nazionalità che vengono a Roma e circa 700 Sacerdoti che frequentano l’Università per acquisire il dottorato, queste sono cifre molto importanti;
4) Possibilità di offrire un’opportunità a costo zero agli anziani, che hanno la tessera intera rete, e Cittadini di tutta Roma di raggiungere la campagna romana e godere giornate nel verde con mezzi pubblici METRO+AUTOBUS 246, quindi, offrire visite Oasi Lipu e possibilità di acquisto di prodotti Agricoli della Coop. AGRICOLTURA NUOVA presso Spaccio Comunale. La Coop Agricoltura Nuova avrebbe la possibilità di ampliare l’offerta allestendo dei tavoli ed offrendo, come già fa nella sede principale, pranzi a basso costo ”menù a prezzo fisso”.
5) Viabilità Aurelia: Possibilità di creare un nodo interscambio Auto privata-Autobus per i cittadini di Maccarese, Aranova, Fregene, Testa di Lepre, Passoscuro ecc. Questi pendolari potrebbero raggiungere la linea Metro A di P.zza Giureconsulti;
6) Collegamento diretto con il Cimitero di Castel di Guido, anche in vista di un prossimo ampliamento.

sabato 3 novembre 2007

INTERROGAZIONE GIRO E BALDELLI DEL 20 GIUGNO 2007 SUI CAMPI NOMADI A ROMA (IL GOVERNO NON HA ANCORA RISPOSTO)

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04105
presentata da
FRANCESCO MARIA GIRO
mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.173
GIRO e BALDELLI. -
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:

visto che il comune di Roma vuole «delocalizzare» un numero consistente di Rom con insediamenti in appositi campi scelti nel territorio dei Comuni della Provincia di Roma;

considerato che tra le varie aree che sarebbero state individuate per il trasferimento ci sarebbero, come riportato dagli organi di stampa il giorno 19 giugno, oltre Castel Romano, Castel di Guido, Settecamini (Guidonia) e Montelibretti;

visto che questi territori hanno delle caratteristiche ambientali, paesistiche, di sviluppo e di forte attrattiva e che, come Montelibretti, sono collegate tramite la Rete Metropolitana RM 1 (Montelibretti-Fiumicino) e quindi con un forte pendolarismo;

visto che già in passato si è presentata l'ipotesi di trasferire circa 1.000-1.500 nomadi su ogni campo sosta;

visto che gli organi di stampa riportano che il primo campo nomadi andrà ad insediarsi su Montelibretti;

visto che l'amministrazione Comunale di Montelibretti non è stata assolutamente informata -:

nel Patto di Sicurezza siglato dal Prefetto Serra, Sindaco Veltroni e Ministro dell'interno, quali siano i criteri per i quali sarebbero state scelte le suddette aree che hanno un forte interesse paesistico e ambientale e che sicuramente con l'insediamento di detti campi diventerebbero terra di conquista;

se sia stato elaborato uno studio sull'impatto sociale dei nomadi dato dal rapporto percentuale dei nomadi sulla popolazione residente e se quindi sia stato considerato l'enorme impatto di campi nomadi sui Comuni. (4-04105)

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Perché pagare di più?

lunedì 15 ottobre 2007

C’è il degrado sotto il «red carpet»


di Valeria Arnaldi - lunedì 15 ottobre 2007

Sotto i riflettori vip e attori, dietro le quinte, degrado e abbandono. A pochi giorni dall’inaugurazione della seconda edizione della Festa internazionale del Cinema, in programma all’Auditorium dal 18 al 27 ottobre, il Villaggio Olimpico sembra diviso in due. Dal lato di viale De Coubertin si possono vedere gli operai al lavoro per completare l’istallazione dei padiglioni, destinati a ospitare i centri di informazione, la biglietteria, i bar e i piccoli cinema-shop. Dall’altro, invece, a catturare l’attenzione sono buche, avallamenti o dossi in strada e sui marciapiede, crepe e spaccature nell’asfalto, segnaletica divelta o danneggiata, graffiti, rifiuti abbandonati, senza dimenticare l’insediamento abusivo composto da più roulotte di rom.

Già lo scorso anno, proprio a pochi giorni dalla Festa, avevamo documentato le due realtà del Villaggio Olimpico, denunciando la disparità di trattamento, che dimenticava i residenti per concentrare gli sforzi sui servizi rivolti agli ospiti vip e agli spettatori. Tutto a fronte di una politica di promesse, ripetute negli anni, sui «prossimi» interventi di restyling dell’area. Lungi dall’essere stato colmato, il divario, quest’anno, si è fatto ancora più profondo.

Si comincia dalle buche, che, presenti in gran quantità su strade e marciapiede - non segnalate - costringono a difficili slalom sia quattro e due ruote che pedoni. È protetta su tre lati da una transenna mobile, invece, una grande voragine nei giardini sotto il viadotto. Le protezioni, però, erano già state posizionate oltre un anno fa. Da allora l’unico intervento è stato la sostituzione delle transenne stesse, danneggiate da acqua e tempo. Le aree verdi che caratterizzano la zona, nella quasi totalità dei casi, sono trasformate in sterrati. Piante selvatiche e erbacce crescono in abbondanza sull’asfalto, sui piedistalli dei gruppi statuari e, perfino, sui cavi del telefono.

Ai disservizi comuni se ne sono aggiunti altri eccezionali, come la prostituzione. Allontanate anni fa dalla zona - in parte grazie alla costruzione dell’Auditorium accompagnata dal potenziamento di controlli - le prostitute perlopiù giovani romene, ogni notte lavorano indisturbate nelle strade di accesso al Villaggio dal lato di Lungotevere, sfruttando la quotidiana mancanza di controlli e l’oscurità delle vie interne, dove, spesso si appartano con i clienti.

Il buio favorisce pure l’attività di writers, responsabili dei numerosi graffiti e murales, e l’alto numero di clochard e sbandati, che, quando cala la sera, utilizzano i giardini come dormitorio. A testimoniarne la presenza sono i molti rifiuti abbandonati in strada: stracci, coperte, cartoni, avanzi di cibo e, bottiglie vuote di birra e alcolici vari, e, in alcuni casi, mobili. Ai cumuli di sacchetti accatastati uno sull’altro e di immondizia sfusa, si aggiungono vere discariche a cielo aperto e, soprattutto, tra i palazzi. La prima sorge nell’area precedentemente occupata da un benzinaio, poco distante da quella in cui, ogni venerdì si tiene il mercato, appena riasfaltata. In un’area solo parzialmente transennata si trovano materiali edili, cavi rotti, bidoni, pezzi di legno.

Poco diverso lo scenario in uno dei giardini che fronteggiano il circolo sportivo. Qui si trovano addirittura pezzi di grondaia, tubi e lamiere. Una miglioria, rispetto allo scorso anno, sembra esserci. Le roulotte dei nomadi non sono più parcheggiate nelle strade ampie e visibili, ma sono state temporaneamente spostate in vie di minor passaggio all’interno del Villaggio stesso. Il Comune, stavolta, ha giocato d’anticipo: lo spostamento, infatti, era stato effettuato anche per la prima edizione del festival, ma quando questo era già iniziato. E come l’anno scorso le roulotte torneranno ai loro posti dopo la Festa. A indicare le loro postazioni sono addirittura le strisce blu, che si interrompono proprio dove, di norma, sono parcheggiate ogni giorno le «case» dei rom.

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mercoledì 10 ottobre 2007

La raccolta differenziata non va


di Marcello Viaggio - mercoledì 10 ottobre 2007

Decoro urbano e rifiuti, a Roma una Caporetto. Strade sporche, raccolta a singhiozzo. E soprattutto è la raccolta differenziata, dicono i numeri, a fare acqua da tutte le parti. I numeri sono quelli del Rapporto Rifiuti 2006 dell’Apat, l’Agenzia protezione dell’ambiente, facente capo al Ministero dell’Ambiente. I dati si riferiscono al 2005 per i rifiuti urbani e al 2004 per quelli speciali (costruzione, demolizione, industria, ecc). Nel 2005 in Italia la raccolta differenziata, si legge nel dossier, ha raggiunto mediamente il 24,3% della produzione dei rifiuti urbani. Un valore inferiore rispetto al 35%, originariamente previsto per il 2003 dal decreto Ronchi e successivamente posticipato dal D.Lgs 152/2006 al 31 dicembre 2006. A fare il punto è Rosanna Laraia, responsabile gestione dati Apat, che ha curato la stesura del Rapporto 2006, presentato a febbraio di quest’anno.

Dottoressa Laraia, il Rapporto 2006 è l’ultimo della serie?

«Sì, il prossimo uscirà a dicembre 2007».

L’Ama dice che i suoi dati sono certificati Apat, nessuna anticipazione?

«No. Pensi che stiamo ancora rielaborando le cifre».

Nel Rapporto 2006 si legge che a Roma la raccolta differenziata è a quota 15,4%. Una cifra fornita dal Comune di Roma?
«No, altrimenti sarebbero numeri uguali, non ci sarebbe nessun lavoro da parte nostra. Visto che lei cita Roma, i nostri sono più bassi. Noi applichiamo un metodo più rigoroso, depuriamo degli scarti i materiali avviati al riciclo. Questo passaggio è fondamentale».

Che cosa intende per scarti?

«Nel caso di un multi-materiale ci facciamo dare la percentuale di scarti dall’impianto di selezione. E già siamo abbastanza buoni nei calcoli. Ad esempio sul materiale organico c’è un 5 per cento che si disperde, ma non lo calcoliamo. Lo stesso per il vetro se raccolto in modo mono-materiale. Però nel caso di un multi-materiale la percentuale di scarti è troppo elevata, va sottratta per forza dai risultati».

Che vuol dire multi-materiale?

«È quello che c’è a Roma: vetro, plastica e lattine. Praticamente quando si raccolgono insieme più materiali. In questo caso c’è bisogno di uno scarto di selezione a valle. Se si raccoglie da solo, il vetro ha una purezza molto più elevata di quando è mischiato. Poi se Roma dice che noi non conteggiamo tutto... Noi non conteggiamo i netti da costruzione».

Gli scarti edili?

«Sì, quelli. Sono rifiuti speciali, non urbani. Se li conteggiassimo come fanno loro, arriveremmo a percentuali elevate che invece non sono conteggiate in altri contesti».

Vuol dire in altri comuni?

«Sì, noi dobbiamo omogeneizzare i dati. Se ci si chiede di fare un dossier a livello nazionale, dobbiamo usare gli stessi metodi di calcolo per tutti».

Sommando tonnellate di cemento le cifre possono cambiare?

«I rifiuti speciali non vanno contati. Se lo facessimo avremmo alterato gli obiettivi del decreto Ronchi per la raccolta differenziata, che riguarda i rifiuti domestici. Non possiamo contare ad esempio i rifiuti degli artigiani, è un concetto errato. Noi depuriamo i dati, Roma no. Poi i numeri vanno letti e interpretati. Se dovessimo prendere quelli che dichiarano...».

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martedì 9 ottobre 2007

Il caso-Roma, sempre più città delle tasse



di Omar Sherif H. Rida - martedì 09 ottobre 2007

A Roma, le famiglie e le imprese pagano più tasse rispetto alle altre grandi città d’Italia. Un primato che tuttavia non significa, come suggerirebbe la logica, un elevato livello dei servizi offerti dall’amministrazione: nella speciale classifica della qualità della vita infatti, la capitale figura solo al cinquantunesimo posto. La conferma, impietosa, è arrivata con la ricerca presentata ieri dall’Andoc (l’associazione nazionale dottori commercialisti), realizzato in collaborazione con il centro studi Cives. E Roma figura in seconda posizione (prima Siena) anche nella graduatoria pubblicata, sempre ieri, da «Il Sole 24 Ore», stilata sulla base del gettito medio per abitante dei quattro principali tributi locali (Ici, Irpef, Tarsu, energia elettrica). Già il 21 agosto scorso, da queste colonne, avevamo mostrato quanto lo studio della Cgia di Mestre che piazzava Roma al 12° posto nella graduatoria delle imposte locali (con Milano al primo) fosse ingannevole: per ribaltare la situazione e fare schizzare la «città eterna» in testa - come aveva evidenziato il senatore di An, Andrea Augello - , era bastato sganciare Irap e Irpef dal reddito pro capite.

Questa volta lo studio dell’Andoc ha preso come campione le nove più grandi città italiane, rilevando gli indici 2007 relativi alle addizionali comunali e regionali e alla tariffa rifiuti. Per semplificare il quadro si è assunta un’ipotesi standard di una famiglia di quattro persone, con un reddito annuo di 27mila euro, residente in un’abitazione di 80 metri quadrati. La prima tabella mostra l’incidenza delle addizionali comunale e regionale Irpef (sommate) sul reddito: con l’1,90 per cento Roma è seconda dietro Bologna (1,95) e subito prima di Napoli (1,90). Milano è ultima con l’1,15 per cento. Non va meglio per quanto riguarda la tariffa rifiuti: solo a Venezia - dove fornire il servizio di raccolta rifiuti in modo capillare è oggettivamente complicato - si paga un’imposta annua (242 euro) superiore a quella di Roma (240 euro). Nella capitale la famiglia tipo paga addirittura il 75 per cento in più rispetto a una fiorentina (138 euro) e il 33 per cento in più di una torinese (182 euro). Va un po’ meglio per l’Ici (in attesa della revisione degli estimi), dove per un immobile di 80 metri quadrati con valori catastale rivalutato pari a 90mila euro, Roma è «solo» quarta con 1.063,71 euro. Ma la vera prova del nove arriva con il prospetto che unisce i dati dell’Irpef comunale e regionale con la tassa sui rifiuti: Roma, con 753 euro annui, risulta la città con la tassazione locale più alta, seguita solo da Bologna (746 euro) e Napoli (739 euro), con Milano in penultima posizione con i suoi 561 euro e Firenze fanalino di coda (462 euro).
Per verificare la proporzionalità tra il livello dei tributi locali e quello dei servizi offerti dalle amministrazioni, l’Andoc ha poi incrociato i dati emersi con la classifica 2006 sulla qualità della vita pubblicata da «Italia Oggi». Un raffronto che ha evidenziato ancora di più il paradosso: con l’eccezione di Bologna infatti - sesta nella graduatoria di «Italia Oggi» e seconda in quella dell’incidenza delle imposte locali) -, le altre tre città tra le prime quattro per livello di tassazione si segnalano per un risultato inversamente proporzionale rispetto alla qualità della vita. Roma, come già detto, è prima per incidenza della fiscalità e 51esima in quella dei servizi offerti. Napoli è terza come pressione fiscale e all’ottantacinquesimo posto di «Italia Oggi», Palermo è rispettivamente quarta e 83esima. «La fiscalità locale - commenta il presidente dell’Andoc, Riccardo Losi - sta diventando aggiuntiva e non sostitutiva rispetto a quella nazionale. Non vi è dubbio che dall’analisi emerge come Roma sia fortemente penalizzata». Una penalizzazione che in futuro sembra destinata ad aumentare.

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Bentornata Manzoni. Ma per la metro A i disagi continuano



di Stefania Scarpa - martedì 09 ottobre 2007

Ha riaperto ieri, dopo oltre un anno e mezzo di lavori, la stazione Manzoni della metropolitana, ma non finiscono certo qui i disagi e le polemiche. I passeggeri, infatti, dovranno aver pazienza fino ad aprile 2008 per riavere la linea A a pieno servizio. Almeno, è quella la data entro la quale, secondo le promesse fatte ieri dall’assessore comunale alla Mobilità, dovrebbero terminare gli annosi lavori di ammodernamento della linea A della metropolitana che costringono da tempo alla «serrata» serale della linea principale del Tube capitolino, che chiude attualmente alle 21 lasciando spazio ai bus sostitutivi. Ad aprile, invece, si tornerà all’orario normale di fine servizio: vale a dire mezzanotte il venerdì, sabato e domenica e le 23,30 negli altri giorni. Nel frattempo, promette Calamante, «cercheremo di prolungare l’orario di servizio della metro dalle 21 alle 22». Troppe promesse tutte insieme. Romani, prendete nota.

Intanto la nuova stazione (cha da ieri si chiama Manzoni-Museo della liberazione, secondo il nuovo trend che avvicina la metro ai luoghi principali della città se non di fatto almeno di nome) ha riaperto al pubblico alle 14 di ieri alla presenza, oltreché di Calamante, del sindaco di Roma Walter Veltroni, del sovrintendente archeologico Angelo Bottini e dei vertici di Atac e Met.Ro. Caratterizzata da un ambiente in cui domina il bianco, Manzoni è il prototipo di quelle che saranno le future stazioni della metro C, del prolungamento della B1 e della linea D. I servizi all’utenza sono stati ampliati, i sistemi di ventilazione potenziati, è priva di barriere architettoniche e accessibile anche ai non-vedenti, ha un moderno sistema antincendio, bagni autopulenti e una nuova segnaletica che facilita l’informazione ai passeggeri. Durante i lavori, costati circa 10 milioni di euro, sono stati scoperti resti degli accampamenti fortificati della guardia imperiale a presidio della Domus Aurea, ora visibili e valorizzati. Un aspetto sottolineato sia dal sovrintendente Bottini sia dal sindaco. «Abbiamo dimostrato - ha detto Veltroni - che si possono realizzare cose difficili, tutelando e valorizzando ciò che il ventre della nostra terra conserva».
Al di là del trionfalismo d’occasione, resta il fatto che la stazione Manzoni è stata riconsegnata alla città con quasi un anno di ritardo, come fanno notare il capogruppo di An in Campidoglio Marco Marsilio e il capogruppo di An al municipio Roma centro storico Federico Mollicone. «Non possiamo che chiedere - hanno proseguito i due esponenti di An - che vengano avviate le pratiche, per il risarcimento economico immediato per i commercianti danneggiati su viale Manzoni e via La Spezia. I commercianti, in un recente incontro in prefettura, hanno avuto soltanto una generica disponibilità a mutui agevolati, con rate a partire dal 2009. Consideriamo questa offerta un vero e proprio oltraggio, in quanto esisteva già una delibera con relativo regolamento». Marsilio e Mollicone se la prendono in particolare con l’assessore Rizzo, che ha «la responsabilità di aver bloccato la delibera del Comune che prevede gli indennizzi ai commercianti, perché sosteneva di voler migliorare il regolamento per l’erogazione dei contributi. In realtà la delibera è inapplicata da oltre un anno e non ci sono fondi stanziati in bilancio». Critico anche Vincenzo Piso, vicepresidente del consiglio comunale: «Il management di Metro - dice l’esponente di An - parla di “anello di congiunzione con la Metro C”. Ma non è previsto a San Giovanni l’incontro tra le due metropolitane? E ancora: considerando l’attuale stato di saturazione della linea A, chi scenderà dalla metro C per andare, per esempio a Termini, come farà?».

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ESPLOSIONE IN FABBRICA VICINO ROMA, UN MORTO

ROMA - Una persona e' morta nell'esplosione che si è verificata all'interno della fabbrica inglese di armamenti leggeri, Simmel Difesa, di Colleferro, vicino Roma. Tra i feriti, tre sarebbero quelli piu' gravi. I soccorritori del 118 sono arrivati a Colleferro con tre ambulanze ed un elicottero per trasportare i feriti. Numerosi i mezzi dei vigili del fuoco di Colleferro e quelli dei carabinieri arrivati in supporto.

2007-10-09 11:36


tratto da
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_93825072.html

lunedì 8 ottobre 2007

DOPO PIù DI 5 MESI IL GOVERNO DEVE ANCORA RISPONDERE ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON. SIMONE BALDELLI (FI) SUL SISTEMA DI AUTOVELOX A ROMA

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03402
presentata da
SIMONE BALDELLI
lunedì 23 aprile 2007 nella seduta n.148


BALDELLI e GIRO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro dei trasporti.- Per sapere - premesso che:

dentro la città di Roma verranno installate 25 postazioni fisse di autovelox, alcune già a partire dal mese di giugno, come quelle presenti in autostrada o sulle arterie extraurbane;

a Roma non hanno mai funzionato autovelox con impianti fissi per il rilevamento della velocità;

i 25 autovelox verranno noleggiati dal Comune di Roma e la spesa prevista per il primo anno sarà di 2 milioni e 200 mila euro;

secondo il comandante del corpo dei vigili urbani di Roma, come ripreso dal quotidiano La Repubblica di giovedì 12 aprile, l'iniziativa dell'amministrazione comunale capitolina permetterà di costituire un reticolo di autovelox indipendente dalla presenza degli agenti ed inoltre comporterà una ricaduta economica positiva per le casse comunali;

secondo i calcoli dei vigili della città di Roma, grazie al reticolo di autovelox, le casse del Comune beneficeranno di una entrata minima garantita pari a 40 milioni di euro all'anno, se anche ogni autovelox scattasse soltanto una contravvenzione all'ora;

tutte le citate installazioni saranno autorizzate da un decreto del prefetto perché l'articolo 4 della legge n. 168 del 1o agosto del 2002, infatti, enuncia che in caso di uso di strumenti tecnici del traffico, come l'autovelox, i cosiddetti dispositivi o mezzi di controllo possono essere posti in atto ovvero installati sulle strade di cui all'articolo 2 comma 2 lettera C e D o su singoli tratti di esse individuati con apposito decreto del Prefetto ai sensi del comma 2;

con ciò si vuole indicare che sulle strade diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali spetta al Prefetto la determinazione dei tratti in cui è possibile l'attività di controllo remoto del traffico finalizzata all'accertamento delle violazioni, sotto suggerimenti o pareri degli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12 comma 1 del Codice della Strada e su conforme parere degli enti proprietari delle strade;

per poter ottenere l'autorizzazione sono comunque necessari una serie di documenti come ad esempio: la tipologia stradale, la documentazione fotografica, le caratteristiche della strada che possa dare concretezza sull'impossibilità nel fermare l'automobilista che transita, il numero degli incidenti con particolare riferimento alla violazioni di sorpasso ed il limite di velocità;

il progetto del Comune di Roma ha tutte le premesse per risolversi nell'ennesimo aggravio fiscale ai danni dei cittadini-automobilisti, visto che l'annuncio dell'iniziativa è stato corredato dalle cifre sulle evidenti e significative ricadute economiche per le casse comunali, con tanto di analisi sulle statistiche in merito al numero delle multe che potrebbero essere elevate grazie al nuovo reticolo di autovelox -:

se il Ministro dell'interno, sentito il Ministro dei trasporti, non intenda diramare una direttiva per impedire ai prefetti di emanare decreti che, nelle diverse città, autorizzino questo sistema di installazioni, pubblicizzato come mezzo utile a salvaguardare la sicurezza stradale, ma che, in realtà, rischia di essere usato come uno strumento subdolo di tassazione indiretta ai danni dei cittadini-automobilisti.
(4-03402)

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http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=11232&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Multe, una supertassa subdola per i romani


di Pierangelo Maurizio - lunedì 08 ottobre 2007

Multe? No: estorsione, verrebbe da dire guardando le ultime cifre. Nel 2006 il Comune ha incassato 237 milioni di euro alla voce contravvenzioni contro i 78 milioni provenienti dall’addizionale Irpef. È la prova provata che verbali e cartelle esattoriali che gravano sui romani non sono sanzioni applicate all’indisciplina e alla violazione delle regole. O lo sono solo in minima parte. Sono in realtà un’altra, pesantissima - 4 volte quella ufficiale - tassa applicata sulle famiglie, sulla loro esigenza di portare i figli a scuola, lavorare o semplicemente sulla sacrosanta libertà di movimento. Tassa tanto più subdola perché non dichiarata. Si creano le condizioni perché i cittadini violino le regole, dai parcheggi inesistenti agli ausiliari del traffico nascosti dietro ai cassonetti, alle fotocamere incorporate nei semafori con i tempi del giallo dimezzato. Poi si bastona. Qualcuno interverrà per accertare se questa condotta presuppone dei reati?

L’andazzo va avanti da una decina di anni. È il contrario della democrazia. Riguarda comuni piccoli e grandi. Ma il la lo hanno dato le amministrazioni «progressiste» delle grandi città. I guasti prodotti sono notevoli. La sicurezza? È finita in divieto di sosta. Non solo i soldi delle multe non vengono investiti per interventi sulla sicurezza stradale. Ma le conseguenze peggiori riguardano la sicurezza in generale. Il vigile è la figura che più ancora del poliziotto e del carabiniere incarna il rapporto di fiducia con la gente. Lo hanno trasformato in un’odiosa macchina spara-multe. A scapito degli altri compiti diversi e molteplici, e che - come si è visto in questi giorni - sono fondamentali nel controllo del territorio. Dicono che il tutto è andato a vantaggio, oltre che delle casse comunali, di quei dirigenti capitolini premiati in base all’aumento esponenziale dei verbali. Anche qui sarebbe il caso di fare chiarezza. Per finire due parole su Equitalia e Gerit, l’agenzia per le riscossioni nel Lazio. Equitalia, di cui fa parte Gerit, è una Spa pubblica (51% dell’Agenzia delle Entrate, 49% dell’Inps). Continuano gli atti esecutivi su crediti tutt’altro che certi, continuano le denunce secondo cui Gerit non tiene conto delle multe annullate dal prefetto e dal giudice di pace «perché il Comune non riesce a ripulire i ruoli». Mesi fa abbiamo riportato il parere di esperti che sostengono che all’agenzia delle riscossioni va una percentuale su cartelle, avvisi di fermo auto, pignoramenti anche del tutto infondati: né Gerit né Equitalia hanno smentito o spiegato. In Campidoglio sono sicuri che tutto questo sia ancora nell’ambito del lecito? Qualche dubbio viene. Tanto che il vice Difensore civico del Comune, Mauro Passerotti, definisce «indegna» la situazione e propone di sospendere tutti gli atti esecutivi finché non ci sarà certezza dei crediti. Davide Bordoni (Fi) ha chiesto di fare chiarezza e l’Udc vuole un consiglio straordinario, mentre Sabbatani Schiuma (La Destra) invoca un condono tombale sulle multe.
pierangelo.maurizio@alice.it

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http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=211681&START=0&2col=

COMUNICATO STAMPA

ROMA, VALLE DEI CASALI, ROCCA (AN): FINALEMNTE SGOMBERATA AREA OCCUPATA DAI NOMADI.

“Dopo le tante denuncie e manifestazione da parte di tanti cittadini del quadrante Portuense, Trullo, Colli Portuensi e S.Pantaleo Campano, finalmente questa mattina i Vigili Urbani del XV Gruppo hanno provveduto a sgomberare una vasta area di proprietà dell’Ater facente parte della Riserva Naturale Regionale “Valle dei Casali”. Lo dichiara Federico Rocca dirigente romano di Alleanza Nazionale.

“Da molto tempo questa area era divenuta dimora fissa per una numerosa comunità di nomadi, ma finalmente l’area protetta è tornata nella disponibilità dell’Ater, ora però è necessario dar vita ad una riqualificazione complessiva del quadrante per evitare che altre situazioni di degrado ed abbandono lascino spazio ad insedianti abusivi così come accaduto in passato.
Inoltre – prosegue Rocca – agli sgomberi bisogna affiancare delle regole e delle leggi, altrimenti continueremo ad inseguire l’emergenza, poiché i nomadi sgomberati da questa area molto probabilmente si staranno già accampando in un altro spazio, magari sugli argini del Tevere dove esistono diverse baraccopoli o nell’ex oleificio vicino all’autostrada Roma-Fiumicino.
Noi non abbasseremo la guardia fino a quando questo non avverrà – conclude Rocca – infatti, oggi pomeriggio alle ore 18 si terrà una manifestazione sul tema della sicurezza organizzata da Alleanza Nazionale a Piazza De Andrè alla Magliana, parteciperanno tutti gli eletti di An nel territorio del Municipio XV ed i presidenti dei circoli del partito”.

Roma, 8 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA

ROMA – PRIMARIE PD, ROCCA (AN): VOTO AI SEDICENNI UN ALTRO SPOT VELTRONIANO.

“In Italia il voto a 16 anni ancora non c’è ma qualcuno ha pensato bene di far votare anche dei minorenni per l’elezione del leader di un partito, leader che però non potranno mai votare alle elezioni vere e proprie e peggio ancora in caso di ripensamento non potranno neanche bocciarlo nelle urne. Perché questa farsa vale per le primarie ma nei seggi elettorali i minori rimangono tali.

Chi ha messo in piedi questo teatrino è sempre lo stesso, Walter Veltroni, lui che di spot se ne inventa una al giorno ha pensato anche a questa bella trovata, perché è di questo che si tratta e nulla di più”.

Questo dichiara Federico Rocca dirigente romano di AN.

“E’ bene che si sappia che dietro alla motivazione di coinvolgere i più giovani nelle decisioni e tutte le altre filastrocche ascoltate, Veltroni cela dietro a questa scelta due cose.

La prima tentare di arginare un eventuale calo di votanti alle primarie poiché hanno l’obbligo di dimostrare un’alta partecipazione al voto.

Altro fattore determinante per averlo indotto a fare campagna elettorale anche davanti alle scuole superiori è quello di aumentare i suoi consensi personali per uscire vincitore della primarie con più del 70%, percentuale che renderebbe credibile la sua leadership senza sminuire la sua immagine di nuovo guru del centro sinistra.

Finire sotto questa soglia equivarrebbe ad aver perso in un colpo solo tutto e tutti, ossia la leadership e la futura candidatura da premier.

Veltroni questo lo sa ed è troppo furbo per non tentarle tutte, infatti, oltre ai sedicenni sono tanti gli attori, i cantanti e la solita corte di nani e ballerine che si stanno spendendo per la sua candidatura alla guida del PD.

Rimane il fatto che riteniamo al quanto presuntuoso per non dire ingannevole il fatto di invitare questi ragazzi al voto – concludere Rocca - è una mera operazione di immagine che vuole portare a casa i risultati di cui sopra, noi confidiamo nell’intelligenza dei più giovani, affinché non si facciamo strumentalizzare e prendere in giro da Veltroni il tuttologo”.

Roma, 8 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA

FOTO SGOMBERO
ROMA, MUNICIPIO XV, SGOMBERO DI PARTE DELLA VALLE DEI CASALI

Augusto Santori e Fabrizio Santori (AN):“Soddisfatti, ma si proceda all’intera bonifica della Valle”
“Una prima vittoria di Roberta Moriccioli e dei residenti di Portuense
”
“Stamattina il XV Gruppo della Polizia Municipale ha proceduto allo sgombero di circa 20mila metri quadri nell’area della Valle dei Casali di proprietà dell’ATER. Accorsi sul posto abbiamo riscontrato baracche e immondizie che attualmente le ruspe stanno provvedendo a rimuovere, lo stanziamento contava più di 100 presenze che vivevano in condizioni disumane”, così hanno dichiarato in una nota Augusto Santori e Fabrizio Santori, rispettivamente consiglieri di AN in Municipio XV e Municipio XVI.

“E’ una risposta soddisfacente, ma assolutamente parziale, – prosegue la nota dei consiglieri di AN – alla grande manifestazione di protesta organizzata da Roberta Moriccioli e dai residenti di Portuense e Colli Portuensi lo scorso 29 settembre. Ora chiediamo che si provveda all’intera bonifica della Valle dei Casali e alla relativa riconsegna ai legittimi proprietari dei terreni verdi illegalmente occupati”.

“Ringraziamo – conclude la nota – il XV Gruppo della Polizia Municipale per la puntualità dell’intervento e l’ATER per aver provveduto responsabilmente a sollecitare lo sgombero dell’area e quindi la riqualificazione dell’intero territorio”

Roma, 8 Ottobre 2007

martedì 2 ottobre 2007

«Via i rom dai centri abitati» Un corteo a Ponte Mammolo


di Redazione - martedì 02 ottobre 2007

La Destra a Roma torna a chiedere provvedimenti in materia di campi nomadi. Ieri mattina circa 30 persone, tra le quali il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma e l’onorevole Teodoro Buontempo, hanno manifestato di fronte alla stazione Ponte Mammolo della metro B esponendo uno striscione con la scritta «Campi nomadi lontano dai centri abitati», firmato la Destra Città di Roma.

«Oggi consegnerò al sindaco una petizione firmata da 3.000 persone - ha annunciato Schiuma - nella quale si richiede l’espulsione dei nomadi non in regola con le direttive europee, le quali prevedono che si debba dimostrare di avere mezzi di sostentamento altrimenti si può essere espulsi da un Paese anche se cittadini comunitari.

Inoltre chiederò anche che i villaggi della solidarietà vengano localizzati lontano dai centri abitati - ha proseguito - fino a che queste persone non imparano a vivere civilmente in mezzo alla gente, senza delinquere, devono stare lontani dagli altri». Gli fa eco Teodoro Buontempo: «I responsabili dell’attuale situazione di deregolamentazione che caratterizza i campi nomadi sono Veltroni e Rutelli». «I veri razzisti - ha proseguito - sono quei sindaci che fanno finta di non vedere che centinaia di bambini rom vengono sfruttati dai loro genitori».

Buontempo auspica che si arrivi in tempi brevi ad un «censimento dei nomadi di Roma che stabilisca una differenziazione tra gli stanziali e quelli che realmente hanno scelto di non avere fissa dimora. Io credo che la grande maggioranza degli zingari siano ormai stanziali a Roma, in quel caso devono avere la possibilità di risiedere in città uniformandosi però alle regole rispettate da tutti: lavorare, pagare le tasse e soprattutto osservare la legge. Per gli altri si potranno fare dei campi si sosta provvisoria con accesso controllato».