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mercoledì 30 luglio 2008

Patto sicurezza tra comune, provincia, regione e ministero dell'interno

(AGI) - Roma, 29 lug. - Aldila’ dei provvedimenti in esso contenuti, “che non sono un impegno astratto, ma concretizzato in fatti specifici”, il Patto per Roma sicura rappresenta per il sindaco Gianni Alemanno “un punto di sintesi” con il quale “dimostriamo che, pur partendo da convinzioni e punti di vista non collimanti, possiamo presentare una filiera istituzionale completa”. Insomma, il lavoro che si e’ concluso oggi nella sala delle cerimonie della prefettura di Roma, con la sigla in calce al Patto, e’ l’anello che lega le tre istituzioni locali: comune di Roma, Regione e Provincia. Gianni Alemanno, nell’ intervento che ha accompagnato la firma, ha ricordato come “dal giorno drammatico dell’omicidio della signora Giovanna Reggiani abbiamo assistito ad una costante riduzione del numero dei reati, e ad una diminuzione del numero degli irregolari sul nostro territorio”. Rimane da lavorare su quella che Alemanno definisce una “materia fluida: i fenomeni di degrado che non si combattono con blitz o interventi a spot, ma con politiche e strategie concrete”. Il sindaco ha ricordato, infine, l’impegno economico delle tre istituzioni: 11 milioni di euro dalla Regione Lazio, 10 milioni dal comune di Roma e tre milioni dalla provincia. Per quanto riguarda i punti principali dell’intervento del comune, Alemanno ha ricordato “l’istituzione della sala sistema Roma, e l’istituzione del numero verde sos degrado. Con essi - ha commentato il sindaco - formiamo una maglia che attraverso sistemi informatici, ci consentira’ di monitorare e intervenire sul territorio e consentira’ ad ogni cittadino di segnalare problemi specifici”. (AGI)

lunedì 15 ottobre 2007

C’è il degrado sotto il «red carpet»


di Valeria Arnaldi - lunedì 15 ottobre 2007

Sotto i riflettori vip e attori, dietro le quinte, degrado e abbandono. A pochi giorni dall’inaugurazione della seconda edizione della Festa internazionale del Cinema, in programma all’Auditorium dal 18 al 27 ottobre, il Villaggio Olimpico sembra diviso in due. Dal lato di viale De Coubertin si possono vedere gli operai al lavoro per completare l’istallazione dei padiglioni, destinati a ospitare i centri di informazione, la biglietteria, i bar e i piccoli cinema-shop. Dall’altro, invece, a catturare l’attenzione sono buche, avallamenti o dossi in strada e sui marciapiede, crepe e spaccature nell’asfalto, segnaletica divelta o danneggiata, graffiti, rifiuti abbandonati, senza dimenticare l’insediamento abusivo composto da più roulotte di rom.

Già lo scorso anno, proprio a pochi giorni dalla Festa, avevamo documentato le due realtà del Villaggio Olimpico, denunciando la disparità di trattamento, che dimenticava i residenti per concentrare gli sforzi sui servizi rivolti agli ospiti vip e agli spettatori. Tutto a fronte di una politica di promesse, ripetute negli anni, sui «prossimi» interventi di restyling dell’area. Lungi dall’essere stato colmato, il divario, quest’anno, si è fatto ancora più profondo.

Si comincia dalle buche, che, presenti in gran quantità su strade e marciapiede - non segnalate - costringono a difficili slalom sia quattro e due ruote che pedoni. È protetta su tre lati da una transenna mobile, invece, una grande voragine nei giardini sotto il viadotto. Le protezioni, però, erano già state posizionate oltre un anno fa. Da allora l’unico intervento è stato la sostituzione delle transenne stesse, danneggiate da acqua e tempo. Le aree verdi che caratterizzano la zona, nella quasi totalità dei casi, sono trasformate in sterrati. Piante selvatiche e erbacce crescono in abbondanza sull’asfalto, sui piedistalli dei gruppi statuari e, perfino, sui cavi del telefono.

Ai disservizi comuni se ne sono aggiunti altri eccezionali, come la prostituzione. Allontanate anni fa dalla zona - in parte grazie alla costruzione dell’Auditorium accompagnata dal potenziamento di controlli - le prostitute perlopiù giovani romene, ogni notte lavorano indisturbate nelle strade di accesso al Villaggio dal lato di Lungotevere, sfruttando la quotidiana mancanza di controlli e l’oscurità delle vie interne, dove, spesso si appartano con i clienti.

Il buio favorisce pure l’attività di writers, responsabili dei numerosi graffiti e murales, e l’alto numero di clochard e sbandati, che, quando cala la sera, utilizzano i giardini come dormitorio. A testimoniarne la presenza sono i molti rifiuti abbandonati in strada: stracci, coperte, cartoni, avanzi di cibo e, bottiglie vuote di birra e alcolici vari, e, in alcuni casi, mobili. Ai cumuli di sacchetti accatastati uno sull’altro e di immondizia sfusa, si aggiungono vere discariche a cielo aperto e, soprattutto, tra i palazzi. La prima sorge nell’area precedentemente occupata da un benzinaio, poco distante da quella in cui, ogni venerdì si tiene il mercato, appena riasfaltata. In un’area solo parzialmente transennata si trovano materiali edili, cavi rotti, bidoni, pezzi di legno.

Poco diverso lo scenario in uno dei giardini che fronteggiano il circolo sportivo. Qui si trovano addirittura pezzi di grondaia, tubi e lamiere. Una miglioria, rispetto allo scorso anno, sembra esserci. Le roulotte dei nomadi non sono più parcheggiate nelle strade ampie e visibili, ma sono state temporaneamente spostate in vie di minor passaggio all’interno del Villaggio stesso. Il Comune, stavolta, ha giocato d’anticipo: lo spostamento, infatti, era stato effettuato anche per la prima edizione del festival, ma quando questo era già iniziato. E come l’anno scorso le roulotte torneranno ai loro posti dopo la Festa. A indicare le loro postazioni sono addirittura le strisce blu, che si interrompono proprio dove, di norma, sono parcheggiate ogni giorno le «case» dei rom.

LINK
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=213329&START=0&2col=

lunedì 1 ottobre 2007

COMUNICATO STAMPA: APPELLO DISPERATO PER LA SICUREZZA

DICHIARAZIONI A SEGUITO DELLA TRASMISSIONE UNO MATTINA (RAIUNO)

A seguito della mia partecipazione in una trasmissione televisiva per raccontare di come la mia vicenda personale mi abbia spinto a scendere in prima linea sul tema della sicurezza, non ho avuto modo, per ragioni imposte dai tempi televisivi di replicare a chi ha sostenuto, durante un servizio mandato in onda questa mattina durante la trasmissione televisiva Uno Mattina, che il corteo di sabato scorso, che ha visto una grande partecipazione dei cittadini disperati perché si sentono abbandonati dalle istituzioni sulla questione della sicurezza, sia stato organizzato da forze politiche di destra.
Per rispetto dei cittadini di cui mi sono fatta portavoce, ribadisco che insieme alle associazioni di commercianti, abbiamo fatto un disperato appello a TUTTE LE FORZE POLITICHE, LE ISTITUZIONI E I MEDIA per chiedere maggior sicurezza.
il nostro e' stato un corteo LIBERO E PACIFICO.
Le persone che hanno manifestato sabato insieme a me condividono il fatto che la sicurezza non ha colori e non deve essere strumentalizzata per altri scopi.
Probabilmente chi ha fatto queste affermazioni non era informato dei fatti e dello spirito del corteo.

Roberta Moriccioli

Roma 1 ottobre 2007