
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-04105
presentata da
FRANCESCO MARIA GIRO
mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.173
GIRO e BALDELLI. - Al Ministro dell'interno.- Per sapere - premesso che:
visto che il comune di Roma vuole «delocalizzare» un numero consistente di Rom con insediamenti in appositi campi scelti nel territorio dei Comuni della Provincia di Roma;
considerato che tra le varie aree che sarebbero state individuate per il trasferimento sarebbero, come riportato dagli organi di stampa il giorno 19 giugno, oltre Castel Romano, Castel di Guido sarebbero Settecamini (Guidonia) e Montelibretti;
visto che questi territorio hanno delle caratteristiche ambientali, paesistiche, di sviluppo e di forte attrattiva che, come Montelibretti, sono collegate tramite la Rete Metropolitana RM 1 (Montelibretti-Fiumicino) e quindi con un forte pendolarismo;
visto che già in passato si presentata l'ipotesi di trasferire circa 1.000-1.500 nomadi su ogni campo sosta;
visto che gli organi di stampa riportano che il primo campo nomadi andrà ad insediarsi su Montelibretti;
visto che l'amministrazione Comunale di Montelibretti non è stata assolutamente informata -:
nel Patto di Sicurezza siglato dal Prefetto Serra, Sindaco Veltroni e Ministro dell'interno, quali siano i criteri per i quali sarebbero state scelte le suddette aree che hanno un forte interesse paesistico e ambientale e che sicuramente con l'insediamento di detti campi diventerebbero terra di conquista;
se sia stato elaborato uno studio sull'impatto sociale dei nomadi dato dal rapporto percentuale dei nomadi sulla popolazione residente e se quindi sia stato considerato l'enorme impatto di campi nomadi sui Comuni. (4-04105)
venerdì 6 luglio 2007
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DI VELTRONI SUI CAMPI NOMADI
Categoria atti parlamentari
giovedì 21 giugno 2007
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SUL PIANO DI VELTRONI SUI CAMPI NOMADI

Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-04105
presentata da
FRANCESCO MARIA GIRO
mercoledì 20 giugno 2007 nella seduta n.173
GIRO e BALDELLI. -
Al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
visto che il comune di Roma vuole «delocalizzare» un numero consistente di Rom con insediamenti in appositi campi scelti nel territorio dei Comuni della Provincia di Roma;
considerato che tra le varie aree che sarebbero state individuate per il trasferimento sarebbero, come riportato dagli organi di stampa il giorno 19 giugno, oltre Castel Romano, Castel di Guido sarebbero Settecamini (Guidonia) e Montelibretti;
visto che questi territorio hanno delle caratteristiche ambientali, paesistiche, di sviluppo e di forte attrattiva che, come Montelibretti, sono collegate tramite la Rete Metropolitana RM 1 (Montelibretti-Fiumicino) e quindi con un forte pendolarismo;
visto che già in passato si presentata l'ipotesi di trasferire circa 1.000-1.500 nomadi su ogni campo sosta;
visto che gli organi di stampa riportano che il primo campo nomadi andrà ad insediarsi su Montelibretti;
visto che l'amministrazione Comunale di Montelibretti non è stata assolutamente informata -:
nel Patto di Sicurezza siglato dal Prefetto Serra, Sindaco Veltroni e Ministro dell'interno, quali siano i criteri per i quali sarebbero state scelte le suddette aree che hanno un forte interesse paesistico e ambientale e che sicuramente con l'insediamento di detti campi diventerebbero terra di conquista;
se sia stato elaborato uno studio sull'impatto sociale dei nomadi dato dal rapporto percentuale dei nomadi sulla popolazione residente e se quindi sia stato considerato l'enorme impatto di campi nomadi sui Comuni. (4-04105)
Categoria atti parlamentari
giovedì 10 maggio 2007
Interrogazione parlamentare sull'Agenzia nazionale per i giovani
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03580
presentata da
SIMONE BALDELLI
mercoledì 9 maggio 2007 nella seduta n.154
BALDELLI, GRIMOLDI e MELONI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri. Per sapere - premesso che:
il 4 maggio 2007 il Consiglio dei ministri ha nominato il signor Luca Bergamo, nato a Roma il 27 novembre 1961, direttore dell'Agenzia nazionale per i giovani;
sul sito internet personale del neodirettore, che risulta essere anche direttore di una Fondazione di nome GlocalForum ed organizzatore di una importante rassegna musicale romana, campeggiava in bella mostra, ancora alla data del 4 maggio 2007, il logo della lista elettorale «l'Ulivo per Veltroni» nella quale il signor Bergamo si è candidato senza successo, per il Consiglio comunale di Roma alle elezioni amministrative del 2006;
a dicembre del 2006, in attuazione della decisione n. 1719/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, è stata costituita l'Agenzia nazionale per i giovani, con sede in Roma a cui sono state trasferite le dotazioni finanziarie, strumentali e di personale dell'Agenzia nazionale italiana gioventù, costituita presso il Ministero della solidarietà sociale, che è stata conseguentemente soppressa;
le istituzioni comunitarie hanno previsto l'istituzione di questa agenzia per sottrarre il tema dei giovani, e i fondi che riguardano le attività di questo settore, alla gestione politica di parte ed infatti l'articolo 8, comma 6, lettera b) della citata decisione dispone testualmente che: «l'organismo costituito o designato come agenzia nazionale deve avere personalità giuridica o fare parte di un'organizzazione avente personalità giuridica (ed essere disciplinato dal diritto dei paese partecipante). Un ministero non può essere designato come agenzia nazionale»;
in questo momento ci troviamo ad avere sia un'agenzia che un Ministero, con una delega per le politiche giovanili, con il risultato di aver raddoppiato costi e competenze, e con il legittimo sospetto che la nomina del direttore, al netto delle sue qualità personali, sia stata una operazione per sottoporre l'agenzia ad una tutela politica di parte;
ad avviso degli interroganti, occorrerebbe sopprimere la specifica delega al Ministro attualmente competente in materia -:
se il Governo non intenda rivedere le strategie in tema di cosiddette politiche giovanili e chiarire come si coordini l'operato degli organismi competenti in materia, che appaiono sostanzialmente sovrapposti.(4-03580)
Categoria atti parlamentari
martedì 24 aprile 2007
Interrogazione parlamentare sul nuovo reticolo di autovelox che sarà installato a Roma
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03402
presentata da SIMONE BALDELLI
lunedì 23 aprile 2007 nella seduta n.148
BALDELLI e GIRO. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro dei trasporti.
- Per sapere - premesso che: dentro la città di Roma verranno installate 25 postazioni fisse di autovelox, alcune già a partire dal mese di giugno, come quelle presenti in autostrada o sulle arterie extraurbane; a Roma non hanno mai funzionato autovelox con impianti fissi per il rilevamento della velocità; i 25 autovelox verranno noleggiati dal Comune di Roma e la spesa prevista per il primo anno sarà di 2 milioni e 200 mila euro; secondo il comandante del corpo dei vigili urbani di Roma, come ripreso dal quotidiano La Repubblica di giovedì 12 aprile, l'iniziativa dell'amministrazione comunale capitolina permetterà di costituire un reticolo di autovelox indipendente dalla presenza degli agenti ed inoltre comporterà una ricaduta economica positiva per le casse comunali; secondo i calcoli dei vigili della città di Roma, grazie al reticolo di autovelox, le casse del Comune beneficeranno di una entrata minima garantita pari a 40 milioni di euro all'anno, se anche ogni autovelox scattasse soltanto una contravvenzione all'ora; tutte le citate installazioni saranno autorizzate da un decreto del prefetto perché l'articolo 4 della legge n. 168 del 1o agosto del 2002, infatti, enuncia che in caso di uso di strumenti tecnici del traffico, come l'autovelox, i cosiddetti dispositivi o mezzi di controllo possono essere posti in atto ovvero installati sulle strade di cui all'articolo 2 comma 2 lettera C e D o su singoli tratti di esse individuati con apposito decreto del Prefetto ai sensi del comma 2; con ciò si vuole indicare che sulle strade diverse dalle autostrade e dalle strade extraurbane principali spetta al Prefetto la determinazione dei tratti in cui è possibile l'attività di controllo remoto del traffico finalizzata all'accertamento delle violazioni, sotto suggerimenti o pareri degli organi di polizia stradale di cui all'articolo 12 comma 1 del Codice della Strada e su conforme parere degli enti proprietari delle strade; per poter ottenere l'autorizzazione sono comunque necessari una serie di documenti come ad esempio: la tipologia stradale, la documentazione fotografica, le caratteristiche della strada che possa dare concretezza sull'impossibilità nel fermare l'automobilista che transita, il numero degli incidenti con particolare riferimento alla violazioni di sorpasso ed il limite di velocità; il progetto del Comune di Roma ha tutte le premesse per risolversi nell'ennesimo aggravio fiscale ai danni dei cittadini-automobilisti, visto che l'annuncio dell'iniziativa è stato corredato dalle cifre sulle evidenti e significative ricadute economiche per le casse comunali, con tanto di analisi sulle statistiche in merito al numero delle multe che potrebbero essere elevate grazie al nuovo reticolo di autovelox -:
se il Ministro dell'interno, sentito il Ministro dei trasporti, non intenda diramare una direttiva per impedire ai prefetti di emanare decreti che, nelle diverse città, autorizzino questo sistema di installazioni, pubblicizzato come mezzo utile a salvaguardare la sicurezza stradale, ma che, in realtà, rischia di essere usato come uno strumento subdolo di tassazione indiretta ai danni dei cittadini-automobilisti. (4-03402)
PS: QUESTO TEMA VERRA' RIPRESO NEL CONSIGLIO COMUNALE CAPITOLINO DAL CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA GIOVANNI QUARZO
Categoria atti parlamentari
sabato 21 aprile 2007
Interrogazione parlamentare sull'uso delle telecamere e delle multe per violazione codice della strada contro il fenomeno della prostituzione
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03257
presentata da SIMONE BALDELLI
giovedì 12 aprile 2007 nella seduta n.143
BALDELLI, GIRO e GARDINI. -
Al Ministro dell'interno.- Per sapere - premesso che:
il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione assume particolare visibilità ed evidenza lungo le direttrici viarie dei grandi e medi centri urbani;
alcune amministrazioni comunali hanno ritenuto di prevenire la prostituzione mediante l'installazione di sistemi di videosorveglianza lungo le strade interessate, come strumento deterrente e punitivo nei confronti dei clienti delle prostitute che, violando il codice della strada, si vedrebbero recapitare le multe presso le proprie abitazioni, con tutti i conseguenti risvolti di carattere familiare desumibili; uno dei casi più eclatanti è stato quello posto in essere dall'amministrazione comunale capitolina;
tali iniziative sono da giudicare assolutamente improprie e - secondo gli interroganti - in contrasto con la vigente normativa: il 29 aprile del 2004 (pubblicato sul Bollettino del Garante n. 49/aprile 2004) il Garante ha adottato un provvedimento di carattere generale che mirava a disciplinare l'uso dei sistemi di videosorveglianza, nel quale si legge testualmente: «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo ed esclusivamente per svolgere funzioni istituzionali che deve individuare ed esplicitare con esattezza e di cui sia realmente titolare in base all'ordinamento di riferimento (articolo 18, comma 2, del Codice). Diversamente, il trattamento dei dati non è lecito, anche se l'ente designa esponenti delle forze dell'ordine in qualità di responsabili del trattamento, oppure utilizza un collegamento telematico in violazione del Codice (articolo 19, comma 2, del Codice). Tale circostanza si è ad esempio verificata presso alcuni enti locali che dichiarano di perseguire direttamente, in via amministrativa, finalità di prevenzione e accertamento dei reati che competono alle autorità giudiziarie e alle forze di polizia. Vanno richiamate quindi in questa sede le riflessioni già suggerite in passato a proposito di talune ordinanze comunali in tema di prostituzione in luoghi pubblici (v. provv. 26 ottobre 1998, in Bollettino del Garante n. 6/1998, p. 131) [...] Non risulta quindi lecito procedere, senza le corrette valutazioni richiamate in premessa, ad una video sorveglianza capillare di intere aree cittadine "cablate", riprese integralmente e costantemente e senza adeguate esigenze.»;
si ravvisa, inoltre, che l'uso distorto ed illegale di materiale riguardante la privacy di singoli cittadini, con riferimento anche ai recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno visto coinvolti noti personaggi pubblici, potrebbe investire anche la cosiddetta gente comune, che a differenza dei cosiddetti «volti noti» avrebbe per diversi motivi, anche di carattere economico, più difficoltà a difendersi da ricatti ed estorsioni -:
se il Governo non intenda rafforzare significativamente e efficacemente la prevenzione e la repressione dello sfruttamento della prostituzione, attraverso l'azione delle Forze dell'ordine, anche onde evitare che le amministrazioni comunali assumano iniziative quali quelle descritte in premessa. (4-03257)
PS: QUESTO TEMA VERRA' RIPRESO NEL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CAPITALE DAL CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA GIOVANNI QUARZO
Categoria atti parlamentari
Interrogazione parlamentare su riduzione tempi del giallo ai semafori e multe elevate su rilevazioni apparecchi photored F.17 e simili
Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-03204
presentata da SIMONE BALDELLI
mercoledì 4 aprile 2007 nella seduta n.141
BALDELLI e GIRO. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro dei trasporti.- Per sapere - premesso che:
sempre più spesso molti automobilisti lamentano la riduzione dei tempi di passaggio dalla luce gialla alla luce rossa dei semafori; la questione è stata sollevata, da ultimo, anche dall'associazione dei consumatori «Codacons»;
tale riduzione rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale visto che comporta una riduzione notevole del tempo di reazione di frenata degli automobilisti e quindi difficilmente compatibile con le esigenze di alcune categorie di automobilisti, soprattutto con riguardo alle persone anziane;
secondo la Corte di Cassazione, i Photored F.17, gli apparecchi che fotografano chi attraversa un incrocio con il semaforo che emette luce rossa, sono uno strumento inidoneo ad assicurare una corretta rivelazione del fatto illecito (sez. II civile, sentenza 17 novembre 2005 n. 23301);
in particolare, secondo la Suprema Corte, l'attendibilità di una rilevazione fotografica può entrare in crisi ove si pensi all'ipotesi, esemplificativa, di coda di autoveicoli che non consenta al mezzo che abbia legittimamente impegnato l'incrocio di attraversarlo tempestivamente, perché la rilevazione fotografica, inquadrando solo una parte del locus, ne impedirebbe la visione completa e giustificatrice del presunto illecito stradale; id est l'apparecchiatura di rilevazione, fotografando solo un momento del presunto fatto illecito e da una sola angolazione prospettica, non è pienamente attendibile, laddove si pensi ad ipotesi (coda di auto, transito di animale sulla via, incidente commesso da altri, passaggio improvviso di pedoni, ecc.) in cui è necessaria una visione più completa, idonea a scriminare, pienamente, l'autore della presunta infrazione. In altri termini, l'apparecchiatura di rilevazione fotografica causa un visus limitato e, per ciò solo, non del tutto attendibile ex se;
la riduzione dei cosiddetti tempi di arancio dei semafori, insieme alla problematiche concernenti gli apparecchi Photored F.17, ha fatto lievitare in maniera considerevole il numero delle multe elevate ai trasgressori del divieto di passaggio in presenza del segnale rosso del semaforo;
gli unici beneficiari di questa spiacevole situazione, che vede la categoria degli automobilisti sempre più vessata, sia economicamente che psicologicamente, sono i Comuni che incassano i soldi delle multe elevate grazie al suddetto meccanismo -:
se il Governo non intenda intervenire per monitorare e ridurre l'uso a pochi casi ritenuti necessari ai fini della sicurezza stradale e dello scorrimento del traffico, da parte dei Comuni, degli apparecchi Photored F.17 e di altri simili, e per ristabilire un tempo più ampio di durata standard della luce gialla dei semafori;
se il Governo non intenda intervenire per imporre ai Comuni di segnalare in modo chiaro e comprensibile agli automobilisti la presenza di dispositivi di rilevazione automatica presso l'incrocio. (4-03204)
PS. QUESTO TEMA SARA' RIPRESO NEL CONSIGLIO COMUNALE DELLA CAPITALE DAL CONSIGLIERE DI FORZA ITALIA GIOVANNI QUARZO
Categoria atti parlamentari
Interrogazione parlamentare sulle multe agli automobilisti durante le giornate dedicate alle "domeniche a piedi"!
BALDELLI e GIRO. -
Al Ministro dei trasporti.- Per sapere - premesso che:
Categoria atti parlamentari
venerdì 6 aprile 2007
"Telecamere inutili e dannose!" Presentata un'interrogazione parlamentare.
Le telecamere sulla via Salaria (come deterrente alla prostituzione) non piacciono a nessuno: residenti, automobilisti di passaggio, portavoce del governo e, ora, anche ad esponenti dell'opposizione. Parte infatti da Forza Italia un'interrogazione parlamentare che punta a tutelare la privacy delle persone comuni che potrebbero finire nel tritacarne del pubblico ludibrio. O, peggio ancora, vittime di ricatti privati. «È impensabile che una città come Roma», spiega l'onorevole Simone Baldelli, primo firmatario della richiesta di spiegazioni al governo, «si stia trasformando in una specie di Grande Fratello e che circolino così tanti dati particolarmente sensibili. Visto che il garante della privacy si è pronunciato in passato su questo tema e che più di recente si è fatto un gran parlare di tutela della privacy per alcuni personaggi famosi, noi vogliamo garanzie dal governo per tutelare i cittadini comuni, che probabilmente hanno meno strumenti per difendersi da eventuali abusi». Le possibili conseguenze di una multa per divieto di sosta o intralcio al traffico in via Salaria, sulla Cristoforo Colombo e in via Palmiro Togliatti sono ovvie: come minimo una crisi coniugale. Ma il timore è che qualcuno potrebbe perfino andare oltre. I recenti fatti di cronaca giudiziaria lo dimostrano: gli spioni si annidano in qualunque azienda. E allora ecco che come niente un dipendente corrotto potrebbe servirsi di quei dati per ricattare un comunissimo padre di famiglia, terrorizzato dall'idea di essere messo alla porta dalla moglie. Nell'interrogazione presentata due giorni fa da Forza Italia, promossa dall'onorevole Baldelli e co-firmata da Francesco Maria Giro ed Elisabetta Gardini, si legge anche che «nel provvedimento adottato dal Comune di Roma non è possibile riscontrare alcuna delle indicazioni ravvisate dal Garante». Il 29 aprile del 2004 era infatti stato stabilito che «la rilevazione delle immagini può avvenire senza consenso qualora sia effettuata nell'intento di perseguire un legittimo interesse del titolare o di un terzo, attraverso mezzi di prova o perseguendo fini di tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, o finalità di prevenzione di incendi o di sicurezza del lavoro». La scelta dell'amministrazione comunale di Roma, perciò, «viola pesantemente la privacy dei cittadini», secondo quanto si legge nell'interrogazione parlamentare, «in quanto incide in maniera invasiva nella sfera privata del singolo». Per questo Baldelli, Giro e Gardini chiedono al governo che siano «censiti tutti gli attuali sistemi di sorveglianza (...), provvedendo a rimuovere con urgenza tutti quelli non in linea con le indicazioni espresse dal Garante». In attesa di risposte, la battaglia sarà sostenuta e rilanciata a livello locale dal consigliere comunale di Forza Italia, Giovanni Quarzo. Nel frattempo, la questione è stata sollevata anche da Gianluca Quadrana, capogruppo della Rosa nel pugno al Comune, che commenta così le restrizioni sulla Salaria: «Non capisco da quale cilindro da prestigiatore escano certe iniziative. Prima le telecamere, ora le multe e gli opuscoli antiprostituzione, quindi il divieto di circolazione per gli automobilisti che non risiedono nella zona, in pratica una sorta di coprifuoco. Invece di rifarsi alle delibere e alle azioni intraprese dalle grandi capitali europee per cercare di risolvere la questione», aggiunge Quadrana, «si fanno proposte che inevitabilmente ledono i diritti dei cittadini e sono costose per l'erario».
-----articolo di R.Catania, dal quotidiano Libero del 06.04.07------
Categoria atti parlamentari